Ticket sanitario: cosa cambia dal 21 settembre 2026

Guida completa alle nuove tariffe SSN: cosa aumenta, cosa resta invariato, chi è esente
Da lunedì 21 settembre 2026 cambiano le tariffe di numerose visite specialistiche, esami diagnostici e prestazioni ambulatoriali erogate attraverso il Servizio Sanitario Nazionale. Per alcuni cittadini il ritocco sarà di pochi centesimi o di un euro; per determinate prestazioni, come la prima visita cardiologica con elettrocardiogramma o l'agoaspirato della mammella, l'aumento teorico sarà più consistente.
La prima precisazione è però fondamentale: le nuove tariffe non coincidono automaticamente con ciò che il paziente dovrà pagare allo sportello. Sono gli importi massimi utilizzati dal Servizio Sanitario per remunerare ospedali, ambulatori pubblici e strutture private accreditate. Il ticket è soltanto la quota eventualmente dovuta dal cittadino e continua a essere regolato dalle norme nazionali e regionali.
Nella maggior parte delle Regioni il limite resta fissato a 36,15 euro per ricetta. Chi possiede un'esenzione valida continuerà invece a non pagare per le prestazioni comprese nel proprio diritto all'esenzione. Le regole generali sul tetto sono confermate dal Ministero della Salute.
Perché cambiano le tariffe sanitarie
Il nuovo decreto è stato approvato il 23 luglio 2026, dopo che il TAR del Lazio aveva annullato il precedente provvedimento del 25 novembre 2024, posticipando gli effetti dell'annullamento di 365 giorni a partire dal 22 settembre 2025, per dare al governo il tempo di predisporre un nuovo testo. La revisione arriva anche dopo le contestazioni di laboratori e poliambulatori privati accreditati, che ritenevano gli importi precedenti insufficienti a coprire i costi reali delle prestazioni.
Cosa cambia esattamente dal 21 settembre
La revisione interessa:
448 prestazioni di specialistica ambulatoriale (visite ed esami diagnostici)
222 codici dell'assistenza protesica su misura (ortesi spinali, protesi di arto, ausili ottici e altri dispositivi per persone con disabilità)
L'aumento medio delle tariffe aggiornate è stimato intorno al 5,8%, ma le variazioni sono molto differenti da una prestazione all'altra. L'impatto aggiuntivo per il Servizio Sanitario viene calcolato in circa 210,7 milioni di euro l'anno: 183,1 milioni per la specialistica ambulatoriale e 27,6 milioni per la protesica.
Tariffa e ticket non sono la stessa cosa
Questo è il punto che genera più confusione. Per la prima visita cardiologica la tariffa sale a 38 euro, ma dove resta in vigore il tetto di 36,15 euro il cittadino non esente dovrebbe pagare al massimo tale importo: l'aumento effettivo sarebbe quindi di 2,55 euro rispetto ai precedenti 33,60 euro, e non di 4,40 euro.
Un meccanismo analogo riguarda l'agoaspirato della mammella: la nuova tariffa arriva a 36,50 euro, ma il ticket può fermarsi comunque a 36,15 euro. Oltre otto prestazioni su dieci, secondo le stime, non dovrebbero subire variazioni nel ticket effettivamente pagato.
I numeri principali a confronto
Prestazione | Tariffa fino al 20/9 | Nuova tariffa dal 21/9 | Variazione |
Prima visita specialistica (ordinaria) | 25,00 € | 26,00 € | +1,00 € |
Prima visita cardiologica con ECG | 33,60 € | 38,00 € | +4,40 € (tariffa)* |
Agoaspirato della mammella | 31,25 € | 36,50 € | +5,25 € (tariffa)* |
Prelievo venoso | 3,80 € | 4,30 € | +0,50 € |
Visita di controllo / follow-up | 17,90 € | 17,90 € | invariata |
Ecografia addome inferiore | 37,80 € | 37,80 € | invariata |
Esami di laboratorio principali (emocromo, glicemia, colesterolo, trigliceridi, creatinina, TSH, VES) | — | — | invariati |
* L'aumento indicato è quello della tariffa massima di rimborso; il ticket realmente pagato può restare più basso per effetto del tetto regionale di 36,15 € per ricetta.
Prima visita e visita di controllo: la differenza che incide sul ticket
La prima visita specialistica ordinaria passa generalmente da 25 a 26 euro. Il nuovo importo riguarda, tra le altre, le prime visite:
neurologiche
ginecologiche
ortopediche
pneumologiche
endocrinologiche
gastroenterologiche
chirurgiche
di medicina fisica e riabilitativa
La visita di controllo resta invece a 17,90 euro. È considerata prima visita anche quella richiesta per un nuovo disturbo, per un nuovo quesito diagnostico o per il peggioramento di una patologia già conosciuta. La visita di controllo periodica (follow-up) serve invece a verificare gli esami richiesti dallo specialista, valutare l'efficacia di una terapia o seguire nel tempo una condizione già presa in carico. La corretta indicazione sulla prescrizione è importante sia per il percorso clinico sia per il ticket.
Come si calcola il ticket
Il ticket si calcola sommando le tariffe delle prestazioni riportate sulla ricetta, entro il limite previsto dalla Regione. Se, per esempio, gli esami prescritti valgono complessivamente 24 euro, un assistito non esente paga 24 euro. Se la somma arriva a 50 euro, nelle Regioni che applicano il tetto ordinario il cittadino paga al massimo 36,15 euro e la parte restante viene coperta dal Servizio Sanitario.
Questo spiega perché l'aumento delle tariffe non comporti sempre un rincaro equivalente:
se la ricetta restava sotto il tetto, il ticket può aumentare;
se la ricetta raggiungeva già 36,15 euro, il nuovo tariffario può non modificare quanto dovuto;
se il paziente è esente, non paga le prestazioni collegate all'esenzione;
eventuali quote aggiuntive o regole particolari dipendono dalla Regione.
Su una stessa ricetta possono essere indicate, in linea generale, fino a otto prestazioni appartenenti alla medesima branca specialistica. Le prestazioni di branche diverse devono normalmente essere prescritte su ricette separate, salvo eccezioni per percorsi riabilitativi, prestazioni cicliche e alcuni pacchetti diagnostici.
Cosa succede con gli esami del sangue
Gli esami di laboratorio rappresentano il caso più frequente di ricetta con più prestazioni: il ticket viene calcolato sommando la tariffa di ogni analisi e quella del prelievo, fino al limite regionale. Dal 21 settembre i principali parametri (emocromo, glicemia, colesterolo, trigliceridi, creatinina, TSH, VES) restano invariati, mentre il prelievo venoso sale da 3,80 a 4,30 euro. L'aumento effettivo sarà quindi, in molti casi, di soli 50 centesimi, a meno che la ricetta non avesse già raggiunto il tetto massimo.
Chi non paga il ticket: le esenzioni
Le nuove tariffe non cancellano né modificano automaticamente le esenzioni. Continuano a essere previste esenzioni per: determinate condizioni di reddito ed età, disoccupazione (quando ricorrono i requisiti di legge), pensione sociale o minima, patologie croniche, malattie rare, invalidità, gravidanza, diagnosi precoce e screening oncologici organizzati, donazione di sangue, organi o tessuti, infortuni sul lavoro e malattie professionali.
Le principali esenzioni per reddito
Codice | Chi ne ha diritto |
E01 | Under 6 o over 65 in un nucleo familiare con reddito complessivo non superiore a 36.151,98 € |
E02 | Disoccupati e familiari a carico con reddito inferiore a 8.263,31 € (11.362,05 € con coniuge, +516,46 € per figlio a carico) |
E03 | |
E04 | Titolari di pensione al minimo, over 60, e familiari a carico entro i limiti reddituali previsti |
Il disoccupato ai fini dell'esenzione sanitaria non coincide sempre con chi è semplicemente privo di lavoro: occorre rispettare la definizione e i requisiti previsti dalla normativa. In caso di dubbio conviene rivolgersi all'ASL o verificare la propria posizione nel Fascicolo Sanitario Elettronico.
Patologie croniche e malattie rare: l'esenzione non copre tutto
Chi ha un'esenzione per patologia cronica o rara non è necessariamente esente da qualsiasi ticket. L'esenzione copre normalmente le visite e gli esami individuati per il monitoraggio, la diagnosi e il trattamento della specifica malattia: una prestazione richiesta per un problema non collegato alla patologia può quindi restare a pagamento. È indispensabile che il medico riporti sulla ricetta il corretto codice di esenzione: se il codice manca o non è valido, il CUP calcola il ticket ordinario.
Cosa controllare sulla ricetta
Prima di prenotare conviene verificare:
il codice esatto della prestazione
se è indicata come prima visita o visita di controllo
il quesito diagnostico
la classe di priorità — U, B, D o P — quando prevista
l'eventuale codice di esenzione
la validità temporale dell'impegnativa
la presenza di prestazioni appartenenti alla stessa branca
l'eventuale preparazione necessaria per l'esame
Un errore nel codice della prestazione può determinare un importo diverso, impedire la prenotazione oppure costringere il paziente a richiedere una nuova prescrizione.
Ho già una prenotazione dopo il 21 settembre: cosa devo fare?
Per le prestazioni fissate dal 21 settembre in poi può essere applicata la nuova tariffa anche se la prenotazione o la prescrizione sono precedenti. Non è necessario annullare e rifare la prenotazione. È però consigliabile:
controllare l'importo aggiornato sul portale regionale o sul Fascicolo Sanitario Elettronico
verificare nuovamente il ticket pochi giorni prima dell'appuntamento
conservare la ricevuta della prenotazione e dell'eventuale pagamento anticipato
chiedere al CUP se è necessario integrare la somma
richiedere il rimborso in caso di pagamento superiore al dovuto
Dove si può pagare
Le modalità variano tra Regioni e aziende sanitarie. Generalmente il ticket può essere pagato agli sportelli CUP, alle casse automatiche di ospedali e distretti, attraverso i portali sanitari regionali, tramite PagoPA, nelle farmacie abilitate, presso banche o uffici postali aderenti, oppure mediante l'app sanitaria regionale, dove disponibile. La ricevuta va conservata e presentata, quando richiesto, il giorno della prestazione.
Gli aumenti ridurranno le liste d'attesa?
L'obiettivo economico del decreto è rendere più sostenibile l'erogazione delle prestazioni comprese nei Livelli Essenziali di Assistenza: tariffe troppo basse possono indurre le strutture accreditate a ridurre l'offerta di esami complessi o ad alto costo, mentre un rimborso più realistico potrebbe favorire una maggiore disponibilità di prestazioni convenzionate. Non esiste però un automatismo: per ridurre le liste d'attesa servono anche personale, agende aperte, tecnologie funzionanti, appropriatezza delle prescrizioni e controlli sulla reale capacità produttiva. Le associazioni delle strutture accreditate continuano inoltre a contestare il nuovo impianto tariffario, ritenendo che diversi importi non coprano ancora i costi effettivi: è quindi possibile che il confronto prosegua anche dopo l'entrata in vigore.
Domande frequenti
Tutte le visite aumentano?
No. Aumentano soprattutto le prime visite; le visite di controllo restano generalmente a 17,90 euro.
Il cittadino pagherà il 5,8% in più?
Non necessariamente: il 5,8% è una media riferita alle tariffe modificate, non al ticket di ogni singolo assistito.
Il limite di 36,15 euro viene abolito?
No. Nella maggior parte delle Regioni resta il tetto massimo ordinario per ricetta, salvo discipline regionali specifiche.
Chi è esente inizierà a pagare?
No, purché l'esenzione sia valida, correttamente registrata e applicabile alla prestazione prescritta.
Le prestazioni private aumentano automaticamente?
No. Il decreto riguarda il Servizio Sanitario Nazionale e le strutture accreditate per l'attività convenzionata; i listini privati e la libera professione intramoenia seguono regole autonome.
Serve una nuova ricetta per un appuntamento già fissato?
Di norma no. È però opportuno verificare con il CUP il ticket aggiornato e l'eventuale necessità di integrare un pagamento anticipato.
Quanto costa una prima visita ordinaria?
La tariffa nazionale passa generalmente da 25 a 26 euro.
Quanto si paga per una prima visita cardiologica?
La nuova tariffa è di 38 euro, ma nelle Regioni con tetto a 36,15 euro il ticket ordinario non dovrebbe superare quest'ultimo importo.
In sintesi
Dal 21 settembre non scatterà un aumento generalizzato e uniforme di tutti i ticket. Cambieranno le tariffe di 448 prestazioni specialistiche e di 222 codici della protesica, ma oltre otto prestazioni comuni su dieci resteranno invariate. Gli effetti maggiori riguarderanno alcune prime visite, la cardiologia, l'agoaspirato della mammella e specifiche procedure diagnostiche. Il tetto di 36,15 euro per ricetta e le esenzioni limiteranno però l'impatto per molti pazienti: la cifra effettivamente richiesta dipenderà dalla prestazione, dalla composizione della ricetta, dall'esenzione posseduta e dalle regole applicate dalla singola Regione.
Proteggi te stesso e la tua famiglia: parliamone insieme
L'aumento delle tariffe sanitarie è un altro segnale di quanto sia importante non affidarsi solo al Servizio Sanitario Nazionale quando si tratta di salute e imprevisti. chiunque abbia provato di persona sa bene quanto possano incidere nel tempo visite specialistiche, controlli ortopedici, fisioterapie o, nei casi più gravi, un infortunio serio.
Il SSN copre una parte, ma tra tetti al ticket, liste d'attesa e prestazioni escluse, spesso non basta a garantire le disponibilità e i rimborsi necessari a tutelare davvero il proprio patrimonio e quello della propria famiglia.
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Fonti
Ministero della Salute — regole generali sul tetto di 36,15 € per ricetta
Money.it — Nuovi importi ticket sanitario 2026
Il Fatto Quotidiano — Nuove tariffe SSN dal 21 settembre
QuiFinanza — Decreto tariffe sanitarie
Sky TG24 — Ticket sanitari, i prezzi
Pazienti.it — Cosa succede a visite ed esami






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