Fondo pensione: nel 2026 cambia tutto (in meglio)
- Nicoletta Grassi
- 12 minuti fa
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La Legge di Bilancio 2026 introduce una delle riforme più importanti degli ultimi vent’anni in materia di previdenza complementare, con l’obiettivo di rafforzare il cosiddetto “secondo pilastro” e renderlo più accessibile, conveniente e flessibile.
Novità per il Fondo pensione
Le novità, in vigore dal 1° luglio 2026, rappresentano un passo concreto verso una maggiore tutela del futuro pensionistico dei lavoratori.
Uno degli interventi più rilevanti riguarda la deducibilità fiscale: il limite annuo dei contributi ai fondi pensione viene innalzato a 5.300 euro.
Questo significa un risparmio immediato in fase di dichiarazione dei redditi, rendendo ancora più interessante l’adesione.
Grande novità anche sul fronte dell’adesione automatica: i lavoratori di prima assunzione saranno iscritti automaticamente al fondo pensione contrattuale, con la possibilità di scegliere diversamente entro 60 giorni. In assenza di scelta, anche il TFR verrà destinato al fondo pensione, riducendo così il rischio di rinviare una decisione importante per il proprio futuro.
Riforma sul Fondo pensione e prestazioni accessorie
La riforma introduce inoltre maggiore flessibilità nelle prestazioni: sarà possibile richiedere fino al 60% del capitale accumulato (rispetto al precedente 50%) e accedere a nuove modalità di rendita più personalizzabili.
Un ulteriore elemento di valore è rappresentato dalle prestazioni accessorie nei fondi pensione aperti, come il Fondo Pensione Aperto Vittoria Formula Lavoro.
Queste includono coperture per il rischio di morte, invalidità permanente e non autosufficienza (Long Term Care). Se sottoscritte contestualmente ai versamenti, anche queste garanzie beneficiano della deducibilità fiscale, aumentando il vantaggio complessivo.
Rispetto al mantenimento del TFR in azienda, la previdenza complementare risulta generalmente più conveniente: offre una tassazione finale più bassa (tra il 9% e il 15%) e potenziali rendimenti superiori all’inflazione. Anche le imprese ne traggono beneficio, evitando i costi legati alla rivalutazione del TFR.
In sintesi, la riforma 2026 rende la previdenza complementare uno strumento ancora più centrale per costruire un futuro finanziario solido e sostenibile.





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