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Smart working ed assicurazioni


Con la pandemia abbiamo visto le case trasformarsi in uffici e questa trasformazione ha colpito diversi campi, compreso quello delle assicurazioni. Lo smart working si è rivelato una soluzione efficace per far coesistere esigenze di distanziamento sociale con la continuità lavorativa e produttiva: difficile immaginare che questa nuova realtà lavorativa sparisca completamente con l’uscita dalla pandemia.

Lo smart working comporta una modifica delle abitudini personali e familiari che toccano anche l’ambito assicurativo:l’esperienza del lockdown, ci ha portati a favorire la digitalizzazione. Il settore assicurativo ha infatti introdotto nuovi processi a supporto dell’attività a distanza come la firma digitale e la possibilità di emettere polizze infortuni, malattia e Temporanee caso morte senza obbligo di visita medica, il pagamento dei premi di rinnovo tramite app e siti dedicati, la gestione dei sinistri con perizie da remoto o video perizie…

L’emergenza Covid ha anche portato molti a considerare alternative alla tutela pubblica INAIL perchè una maggiore permanenza in casa ha aumentato il rischio di infortuni domestici, ma anche al servizio sanitario nazionale, in molti casi percepito come inadeguato.


… per non parlare dellaumento di interesse verso la copertura dell’abitazione-rifugio-luogo di lavoro con interesse sempre maggiore verso servizi di assistenza diretta.


Il ricorso allo smart working infine, ha significato minore mobilità casa-luogo di lavoro con conseguenze dirette sull’utilizzo dell’auto e, di conseguenza, la spinta in ambito assicurativo ad una maggior personalizzazione delle coperture RC Auto legate all’effettivo utilizzo del proprio mezzo di trasporto.